Ciao Giulio: Un Pit Stop lungo una vita

“Uè sbarbato, hai finito?”

1 Marzo 2026

Voglio iniziare così. Poche parole, dirette e schiette, per ricordare un caro Amico che oggi non c’è più.

Dobbiamo riportare indietro le lancette dell’orologio fino al 2007. Fu allora che ebbi il piacere di conoscerti, durante un evento Ferrari. C’era in esposizione la show car di Formula 1 del 2004: una vettura iconica, un capolavoro portato alla perfezione da Michael Schumacher. In quel periodo stavo entrando a far parte del mondo degli Scuderia Ferrari Club.

A quei tempi, i club avevano la straordinaria opportunità di animare i propri eventi con i simulatori e l’attività di pit stop simulato. È stato proprio tra una pistola pneumatica e un cambio gomme che ho avuto la fortuna di conoscerti davvero.

Tra noi l’intesa è stata immediata, nonostante il tuo carattere forte che, a un primo impatto, poteva incutere timore. Superata la superficie, però, ho scoperto una persona d’oro, competente e profondamente generosa; uno di quegli uomini che, se entravi nelle sue grazie, sapeva stupirti con la sua dedizione.

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Tra sole, fatica e risate

Ricordo con nostalgia le ore passate ad allestire sotto il sole cocente, cercando di carpire i segreti per un pit stop perfetto. Le tue raccomandazioni risuonano ancora:

“Ohhhh, mi raccomando: svita e riavvita bene! Occhio al dado blu e a quello rosso!”

Non saprei contare quanti eventi abbiamo condiviso, ma porto nel cuore una Notte Rossa a Maranello. Ricordo l’aiuto reciproco, le risate durante il viaggio e i mille progetti per il futuro. Quando poi, nel 2018, hai saputo della nascita dello Scuderia Ferrari Club Portofino, la nostra amicizia si è fatta ancora più stretta.

Le nostre telefonate erano un rito. Iniziavano con quel brianzolo che per me sapeva di casa: “Uè sbarbato!”, per poi passare a un enfatico “Matteo Monzani! Da Portofino!”. Parlavamo di tutto: dai sogni di creare un grande evento insieme — come nell’ultima chiamata prima di Natale — alle auto, fino alle opinioni schiette sul mondo dei Club e della Formula 1.

Quella Formula 1 che era la tua vita e che ti ha portato in giro per il mondo, svolgendo un lavoro che amavi profondamente.


L’ultimo semaforo

Purtroppo, nella notte tra venerdì e sabato 20 febbraio, il tuo cuore ha smesso di battere. Leggere la notizia su Facebook è stato un blackout improvviso. In pochi secondi ho rivisto tutto il nastro della nostra amicizia, fino a quelle ultime parole: “Sentiamoci a marzo, organizziamo una bella gita al mare!”.

Caro Giulio, ti abbraccio forte. Ovunque tu sia, continua a correre.

Good speed.

Matteo M

Matteo Monzani
Author: Matteo Monzani

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