Maranello
23 Gennaio 2026
In occasione della presentazione della nuova monoposto di Formula 1 della Casa di Maranello, gli Scuderia Ferrari Club Ufficiali hanno avuto l’opportunità di partecipare a questo speciale appuntamento.
Dopo circa due mesi si torna a respirare aria di motori. Solo per pochi minuti, ma per gli irriducibili appassionati tanto basta ad appagare la necessità di quella “sinfonia musicale” pistaiola. Una sinfonia ricercata e diversa da quella a cui siamo stati abituati negli ultimi anni: con il cambio di regolamento del 2026, il sound sembra riavvicinarsi a quelle melodie del passato, sebbene resti da “capire” come si integrerà il sibilo del motore elettrico quando entra in funzione.
Ma torniamo al punto più importante. Un centinaio di Presidenti da tutto il mondo hanno potuto assistere all’evento e io sono stato uno di questi fortunati. Rappresentare un club ufficiale mi riempie d’orgoglio, ma comporta anche responsabilità che vengono ripagate durante giornate come questa, in cui basta poco per poter dire: “Io c’ero”.
Tutto inizia dal centro accrediti all’interno del Museo Ferrari. La magia parte da lì: indossi il pass che per molti è solo un pezzo di plastica, ma per me è un frammento di storia con la scritta “CAR LAUNCH SFC PRESIDENT”.
Mentre attendi di entrare, in coda tra gli altri presidenti, ritrovi volti conosciuti e amici che frequento dal 2008. È come se ci fossimo visti pochi giorni prima: scattano subito abbracci, sorrisi e scambi di vedute su ciò che ci porta lì, nel cuore pulsante di quella che molti definiscono “la propria passione”. Uso queste virgolette perché su questo concetto mi piacerebbe soffermarmi in futuro. Espletate le formalità, una “processione rossa” con il cappellino scudettato si avvia verso il cancello d’ingresso della pista di Fiorano. I battiti accelerano.
Entriamo e, con passo svelto sfidando il freddo, ci avviciniamo alla nuova ala dove vengono gestite le attività di “F1 Clienti”. Al primo piano sono esposte le vetture che hanno fatto la storia e le tre 499P vincitrici a Le Mans. Sì, avete letto bene: vedremo la presentazione della nuova SF26 da qui.

A


Salgo le scale dopo che la sicurezza ha applicato i bollini sulle fotocamere del cellulare. Niente foto, niente video. Forse è stato meglio così: ho potuto godere appieno del momento senza il filtro di uno schermo, senza l’ossessione di un video per racimolare qualche “like”. Il vero “mi piace” lo stavo vivendo io, sulla mia pelle.
Ore 10:30: primo collegamento in anteprima per scoprire la livrea. L’emozione sale. Siamo tra i pochi a vedere queste immagini, insieme a tutta la rappresentanza dei Club, al nostro Presidente Onorario Marc Gené e all’Amministratore Delegato Benedetto Vigna. Quest’ultimo ci ha rassicurato sulla forza degli Scuderia Ferrari Club e su quanto i nostri tifosi siano unici al mondo; sentire queste parole da lui riempie d’orgoglio.
Ore 11:30 spaccate – la puntualità è tutto nelle corse. Nel garage entrano in inquadratura i piloti Charles Leclerc e Lewis Hamilton insieme al Team Principal Frédéric Vasseur.
La vettura è coperta da un telo nero lucido. I due piloti si avvicinano e, con estrema delicatezza, svelano al mondo la bellezza sottostante. Perché sì, le Ferrari sono tutte belle, ma un pensiero fisso attraversa la mente di tutti: “Ok, è bellissima, ma ora deve essere anche forte”. In quell’istante, però, ho cercato di allontanare la razionalità per godermi il silenzio, interrotto solo dal nostro scrosciante applauso.
Ed ora? Si va in terrazza a sentire la voce della SF26. Sotto una leggera pioggerellina, abbiamo ascoltato il primo vagito del nuovo motore mentre Sir Lewis Hamilton scendeva sul tracciato di Fiorano. Solo 15 km, ma capaci di trasmettere già moltissimo. Poco dopo, anche Charles Leclerc ha effettuato la sua sessione.
Ma le sorprese non erano finite. La sala era gremita in attesa dei nostri “condottieri”. Non appena i piloti sono saliti, è esploso un urlo di gioia spontaneo. Otto minuti intensi, due domande a testa. Lewis, in inglese e con voce emozionata, sembrava quasi incredulo davanti alla devozione con cui noi tifosi seguiamo questa “religione”. Charles ha ricordato l’emozione della vittoria a Monza nel 2019 (e chi se la dimentica!).
Dopo una foto ricordo, i piloti si sono congedati, ma per noi c’era un ultimo regalo: la visita alla casa di Enzo Ferrari, dove la SF26 era esposta su un palco al coperto per permetterci di osservarla da vicino.
Finita la sessione, mentre recuperavo lo zaino, ho incrociato Lewis lungo la strada, separati solo da una transenna. In pochi istanti ho preso pennarello e berretto: un autografo indelebile su quella stoffa che ora profuma di storia. Un sorriso, un “grazie”, e via verso il cancello d’uscita, felice come un bambino il giorno di Natale. Fuori, tra le ali di folla che attendevano i beniamini, noi “privilegiati” siamo sfilati ringraziando e salutando.
Torno quindi al titolo: “Il Diritto di Emozionarci”. In psicologia, è il diritto fondamentale di ogni persona di vivere ed esprimere i propri sentimenti senza giudizio. Io mi sono emozionato entrando nella fabbrica più bella del mondo, toccando con mano i sogni di tutti. Cosa chiedere di più?
Le emozioni esistono, non sono giuste o sbagliate, fanno parte di questa vita!
Cerchiamola di renderla la più bella possibile facendo e coltivando ciò che ci fa emozionare!
Matteo M


